⚽ 👦🏻 INSEGNARE IL CORRETTO MOVIMENTO DELLO SQUAT NEI GIOVANISSIMI CALCIATORI

L’esperienza di ogni preparatore atletico che si occupa di calcio insegna che esiste una generale carenza di conoscenze del calciatore per quanto riguarda la corretta esecuzione del movimento negli esercizi di forza; balzi, salti, cambi di direzione, squat e stacchi, vengono troppo spesso eseguiti in modo errato, in alcuni casi a causa di gesti realizzati malamente, ripetuti nel tempo e mai corretti, altre volte perché probabilmente l’esercizio non è presente nel background dell’atleta. Infatti, se alcuni elementi come i salti e i cambi di direzione sono gesti specifici del gioco del calcio al quale il giocatore non può sottrarsi, il movimento dello squat rappresenta un esercizio di forza che non è presente direttamente nei 90 minuti di una partita. È dunque possibile che, entrando a contatto con una squadra, sia essa dilettante o professionista, si incappi in calciatori che non siano in grado di eseguire correttamente l’esercizio dello squat, fondamentale nello sviluppo della forza nel calciatore e non solo.

In questo caso le vie da percorrere sono due: rinunciare all’esercizio di squat e puntare su di un altro che permetta di raggiungere gli stessi obiettivi o insegnare la corretta esecuzione del gesto a partire dalle basi. La scelta dipende dal pensiero di ogni singolo preparatore atletico e da altri fattori ambientali; bisogna infatti tener presente che, come accade in ogni ambito, l’apprendimento di un movimento o di un gesto richiede del tempo; tempo che potrebbe non essere dalla nostra parte in un contesto di prima squadra, dove la necessità di essere “pronti subito” potrebbe influire il preparatore atletico sulla scelta di altri mezzi di allenamento. In un contesto di settore giovanile, dove l’obiettivo generale dovrebbe essere la formazione in toto dell’individuo e del calciatore, il tempo non manca ed esso è da sfruttare al meglio per trasmettere al giocatore più informazioni possibili, sempre nel rispetto delle fasi della crescita e delle tappe di sviluppo di ciascun atleta.

Risulta dunque importantissimo insegnare ai giovani calciatori l’esercizio di squat, per ampliare il bagaglio motorio di ciascuno, per incrementare i livelli di forza e per fare in modo che in futuro l’apprendimento di questo fondamentale gesto sia già stato interiorizzato, con svariati benefici e minor “perdite” di tempo nelle categorie successive e in prima squadra.

Si ricorda inoltre che l’esercizio di squat incrementa le prestazioni di salto e di sprint in generale, meglio di quanto succeda utilizzando in allenamento il traino e il cambio di direzione (“Comparative effect of In- season full back squat, resisted sprint training, and plyometric training on explosive performance in U-19 elite soccer players”; Moises de hoyo et. al), migliora la forza assoluta e relativa del calciatore e incrementa le prestazioni di sprint sui 5, 10 e 20 metri nel giro di poche settimane (“Effects of strength training on squat and sprint performance in soccer players”; William J Styles, Martyn J Matthews, Paul Comfort).

Tutto molto bello…ma quando proporre ai propri giovani calciatori l’esercizio di squat? Quando insegnargli il movimento corretto?

Dal momento che non si è parlato di carico esterno, di chilogrammi e sovraccarichi vari ma solamente di insegnamento del movimento, risulta utile iniziare il prima possibile, anche dalla categoria pulcini, fornendo qualche informazione circa la corretta esecuzione del gesto e facendo provare i piccoli calciatori. Compatibilmente ad ogni singolo caso si può iniziare con un semplice bastone poggiato sulle spalle o con un bilanciere “leggero” senza ulteriori sovraccarichi. Stimolati e incitati adeguatamente, anche i piccoli calciatori potranno apprezzare un esercizio impegnativo di forza che non implica l’utilizzo del pallone. Proporre lo squat più volte nel corso dei mesi e delle varie stagioni sportive potrà dunque fornire quegli importanti benefici descritti precedentemente; occorre comunque tenere sempre ben presente che nella categoria pulcini e in generale nel settore giovanile l’allenamento deve necessariamente rispettare tutti gli aspetti ludici, motori, fisici che consentano di sviluppare al meglio l’individuo e il calciatore.

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